Aquara

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Il Santo Patrono   freccia

Il Santo Patrono: la vita e l'Opera di San Lucido, il Santo della Valle del Calore


San Lucido nacque ad Aquara intorno all'anno 960 da Albino Della Croce e da Sabina Nicodemo. In giovane età rimase orfano e venne affidato alle cure e alla tutela dello zio Olterizio, fratello del padre.Giunto all'età del discernimento lasciò tutto per darsi a Dio, ritirandosi nel monastero benedettino di San Pietro in Aquara dove ebbe la sua prima educazione religiosa e proprio nel monastero di San Pietro egli divenne frate dell'ordine benedettino.Dal monastero di San Pietro passò a quello di San Magno, presso Fondi in provincia di Latina, e successivamente all'abbazia benedettina di Montecassino.Insieme con altri due confratelli, San Lucido partì per Gerusalemme dove rimase per due anni, dal 986 al 988.Dopo aver rafforzato la sua fede e la pietà religiosa, si ritirò nei pressi di Salerno e precisamente nella grotta Arsicia, nella valle Metelliana dove oggi sorge la Badia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, costruita da Sant'Alferio.Nella grotta Arsicia, San Lucido si dedicò lungamente alla preghiera, alla meditazione e alla mortificazione dei sensi, raggiungendo un altissimo ideale di perfezione religiosa.Benché desiderasse rimanere in solitudine, il suo nome fu subito popolare in tutta l'Italia meridionale; la grotta Arsicia divenne meta di devoti e pellegrini, che a Lui ricorrevano per consiglio e per ammirare da vicino la sua regola di vita santa.Anche il principe di Salerno, Guaimaro IV, fu fervido devoto di San Lucido, tanto da sceglierlo come suo padre spirituale e come consigliere.Nel periodo trascorso a Cava de' Tirreni, fino al 1009, egli non trascurò, naturalmente, di visitare l'abbazia benedettina di San Pietro in Aquara, e fu proprio in uno di questi soggiorni ad Aquara che costruì la cappella della Vergine del Piano.Nel 1009, San Lucido tornò nel monastero di Montecassino dove continuò le sue fervide preghiere e meditazioni, portando ai fedeli la sua parola di conforto, di morale e di religione.Non molto lontano da Montecassino, nella vallata di Albaneta, sorgeva un piccolo oratorio e fu proprio nei suoi pressi che San Lucido, nel 1011, edificò un monastero, che completò con il generoso ausilio del principe di Salerno, Guaimaro IV.Il monastero dell'Albaneta fiorì per molti secoli e fu rifugio di molte anime che desideravano trovare la pace con Dio; furono ospiti del monastero anche San Tommaso d'Aquino e Sant'Ignazio di Loyola.Col tempo il monastero fu diroccato per mancanza di un eccellente restauro che lo riportasse al suo antico splendore.San Lucido restò nel monastero di S. Maria dell'Albaneta fino alla sua dipartita, che avvenne il 5 dicembre 1038.I fedeli di Aquara, successivamente, si rivolsero all'abate di Montecassino per ottenere le sue reliquie che furono traslate dal monastero dell'Albaneta all'abbazia di San Pietro in Aquara, dove accorrevano per venerarle i devoti dei paesi vicini.Poiché il monastero di San Pietro stava per andare in rovina, le reliquie furono trasferite nella Chiesa parrocchiale di Aquara, nel 1458, e da allora la traslazione viene commemorata il 28 luglio di ogni anno.Nel 1649, le reliquie furono riposte in una statua d'argento, che i cittadini di Aquara eressero al Santo Patrono in segno di riconoscenza per i benefici ricevuti.Il 23 marzo 1895 la statua d'argento, contenente le reliquie del Santo, fu trafugata, ma il 31 luglio dello stesso anno le sacre reliquie furono ritrovate indi riportate nella parrocchiale chiesa di San Nicola di Bari.I cittadini, mostrandosi degni dei loro Padri, vollero far cesellare una seconda statua d'argento, in cui furono nuovamente riposte le sacre reliquie.Ancora una volta, però, la statua in argento di San Lucido fu prelevata dalla chiesa parrocchiale nella notte fra il 28 febbraio ed il 1 marzo 1975, e una terza volta i fedeli fecero erigere una nuova statua in argento a devozione del Santo protettore e cittadino di Aquara.Ma, nel 1999, grazie alle forze dell'ordine preposte alla tutela del patrimonio artistico nazionale, fu ritrovata, in un'abitazione privata, la testa del Santo, riportata trionfalmente nella chiesa parrocchiale con solenni festeggiamenti il 28 luglio dello stesso anno.Grande fu la gioia e la commozione del popolo nell'aver colmato, almeno in parte, quella perdita tanto sofferta soprattutto delle sacre reliquie.


 
Tratto dal Libro di Federico Dorato "Aquara Buona Terra"
  


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