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Piano triennale delle azioni positive   freccia

11/07/2013 - Piano triennale delle azioni positive triennio 2012 - 2014

PREMESSA GENERALE:
La Legge 10 aprile 1991 n. 125 “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nLavoro” (ora abrogata dal D.Lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”, icui è quasi integralmente confluita) rappresenta una svolta fondamentale nelle politiche in favordelle donne, tanto da essere classificata come la legge più avanzata in materia in tutta l’Europoccidentale.
Le azioni positive sono misure temporanee speciali in deroga al principio di uguaglianza formale mirano a rimuovere gli ostacoli alla piena ed effettiva parità di opportunità tra uomo e donna. Sonmisure preferenziali per porre rimedio agli effetti sfavorevoli indotti dalle discriminazioni, evitareventuali svantaggi e riequilibrare la presenza femminile nel mondo del lavoro.
Il percorso che ha condotto dalla parità formale della Legge n. 903 del 1997 alla parità sostanziadella Legge sopra detta è stato caratterizzato in particolare da:
_ l’istituzione di osservatori sull’andamento dell’occupazione femminile;
_ l’obbligo dell’imprenditore di fornire informazioni sulla percentuale dell’occupazione femminile
_ il mantenimento di determinate proporzioni di manodopera femminile;
_ l’istituzione del Consigliere di parità che partecipa, senza diritto di voto, alle Commissioni regionali per l’impiego, al fine di vigilare sull’attuazione della normativa sulla parità uomo donna.
Inoltre la Direttiva 23/5/2007 "Misure per attuare la parità e pari opportunità tra uomini e donne
nelle Amministrazioni Pubbliche", richiamando la Direttiva del Parlamento e del Consiglio Europe2006/54/CE, indica come sia importante il ruolo che le Amministrazioni Pubbliche ricoprono nellsvolgere una attività positiva e propositiva per l'attuazione di tali principi.
Il D.Lgs. 11 aprile 2006 n. 198, all’art. 48, prevede che: “Ai sensi degli articoli 1, comma 1, letterc), 7, comma 1 e 57, comma 1 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, le Amministraziondello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri Enpubblici non economici, sentiti gli organismi di rappresentanza previsti dall’art. 42 del DecretLegislativo 30 marzo 2001, n. 165 ovvero, in mancanza, le organizzazioni rappresentativnell’ambito del comparto e dell’area di interesse sentito, inoltre, in relazione alla sfera operativdella rispettiva attività, il Comitato di cui all’art. 10 e la Consigliera o il Consigliere Nazionale dParità ovvero il Comitato per le Pari Opportunità eventualmente previsto dal contratto collettivola Consigliera o il Consigliere di parità territorialmente competente, predispongono piani di azionpositive tendenti ad assicurare, nel loro ambito rispettivo, la rimozione degli ostacoli che, di fatto impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne.

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Piano triennale delle azioni positive triennio 2012-2014 Piano triennale delle azioni positive triennio 2012-2014 3,00 MByte

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